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Il cane inteso come lavoratore creativo PDF  | Print |
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Dec 23, 2008 at 06:53 PM
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IMPARARE ATTRAVERSO IL SUCCESSO
Il cane inteso come lavoratore creativo

Di seguito la traduzione e pubblicazione dell’ intervista alla Sig.ra Uta Bindels apparsa sui Boxerblätter 10/11 del 2008. I nostri ringraziamenti per la Sua autorizzazione alla ripubblicazione sul sito ‘Amareilboxer’ grazie e tramite il delegato all’ addestramento del BK Bernhard Knopeck che ulteriormente ringraziamo per la gentile e collaborativa disponibilità.

 Il caporedattore di Boxerblätter, Hartmut Wiedmann, parla con Ute Bindels la quale ha iniziato nel 1983 nelle gare sportive con il Suo bassotto-barboncino Zottel, trovando successivamente la via verso le gare da lavoro, VPG ( n.d.r. ex SchH = brevetto di utilità ) .

Uta Bindels

Il training orientato alla motivazione ha fatto passi da gigante ma spesso viene ancora surclassato da metodi del tipo ‘ tira e premia ‘ con concetti quali obbedienza e sottomissione. Il Suo metodo si chiama ‘ imparare tramite il successo ‘ ed un concetto chiave è  il rinforzo. Qual’ è la particolarità del Suo concetto?
Sicuramente la particolarità del mio concetto sta, nella maggior parte dei casi, nel fatto di lasciar trovare la soluzione di un compito al cane da solo. Se durante questo approccio saranno rispettate specifiche conformità delle leggi d’ apprendimento significa che si otterrà un apprendimento estremamente durevole ed in particolar modo motivato e gioioso.
Nell’approccio a nuovi esercitazioni si traccia la via desiderata e si preannuncia il rinforzo primario ( pallina, boccone ) tramite l’ aiuto positivo di un rinforzo secondario (esempio clicker).   In questa fase non saranno puniti approcci errati da parte del cane ma semplicemente ignorati tenendo presente che con un training lungimirante si cerca di evitare il più possibile che si verifichino comportamenti indesiderati ed autogratificanti. Il cane sviluppa cosi la sensazione di poter controllare sia la situazione, sia i singoli esercizi. La fiducia nel conduttore viene approfondita e viene ottimizzato l’ apprendimento in un atmosfera piacevole. In questa forma di apprendimento è importante non lavorare subito con rinforzi primari per tenere relativamente basso il pericolo di associazioni errate.
Si può dire, semplificando, che nel Suo metodo il contrario di premio non è punizione ma la temporanea aspettativa nell’ ottenere il premio o la  momentanea non assegnazione del premio?              
Qua è necessario differenziare in quale fase d’ apprendimento si trova il cane. Durante la costruzione di un esercizio la non assegnazione del premio deve rinforzare la motivazione del cane ad offrire un comportamento nell’ auspicata direzione. La mancanza del premio non gli deve risultare frustrante bensì risultare come stimolo a fare autonomamente di più.
Se il cane ha però già imparato un esercizio completamente, se questo esercizio è sotto il cosiddetto controllo di segnali e viene rinforzato variabilmente allora bisogna avere precedentemente fatto capire al cane che la mancanza di premio non è equivalente a frustrazione, altrimenti avremmo al più tardi, durante le gare, un problema.
Per il training sono indispensabili  2  aspetti, il cane ed il suo conduttore. Ci sono requisiti ai quali sia il conduttore che il cane debbano adempiere?
Il cane deve avere principalmente una buona dose di predisposizione al lavoro.
Risulta essere vantaggioso se il conduttore si è arricchito con una buona dose di conoscenza teorica inerente ai principi d’ apprendimento canino. Il solo amore canino purtroppo non basta.
Generalmente vale il concetto che tanto più il conduttore saprà farsi capire al meglio dal suo cane quanto più si otterrà velocemente successo nell’ imparare da parte del cane.
Imparare tramite tentativi ed errori o meglio tramite tentativi e successi è considerato tollerante per gli errori. Ciò significa che questo metodo è valido per lo più per cani sensibili, considerati ‘ deboli di carattere ‘ e/o ‘ ostinati‘ ?      
Imparare tramite tentativi ed errori o successi è sicuramente consigliabile per ogni specie di cane. Pensiamo soltanto un attimo ai nostri propri successi ed i insuccessi nello studio. Nella maggior parte dei casi non vi era nell’ infanzia la presenza di un vecchio ed bizzarro professore di pianoforte, di danza, di sport ecc. che nonostante innumerevoli ripetizioni e rimbrottare ad alta voce non riusciva a farci perlomeno decentemente eseguire un brano musicale sul pianoforte, una danza, dello sport? Dall’ altra parte non vi era quel maestro speciale che quasi per magia riusciva senza fatica a svegliare in noi la passione per una materia che sino allora ci risultava essere odiosa?  E ciò con contenuti di materia eguali. Molto semplicemente alcuni cani si lasciano difficilmente addestrare come consuetudine tramite costrizione. Credo che tanti cani vanno in modalità di ostinazione ossia diventano apparentemente lenti di comprendonio perché semplicemente non capiscono noi umani od il nostro modo di cercare di trasmettergli qualcosa.
Lei istruisce da anni i Suoi cani tramite il clicker. Quali sono i vantaggi e svantaggi di questo metodo?     
Quale sicuro vantaggio vedo il dato di fatto della possibilità di poter fare risaltare con precisione, vincolato all’ obbiettivo, un comportamento desiderato. Questo è per il cane inequivocabile e chiaramente comprensibile ed impara esattamente come elaborarsi il proprio premio. Il lavoro complessivo con il clicker si basa sul fatto che il cane capisce i singoli esercizi e che il cane li elabora parzialmente da se. In un cane che ha elaborato da se una cosa rimane la consapevolezza di quanto appreso, è più duraturo nel tempo ed anche sotto situazioni difficili richiamabile con più sicurezza.
Non vedo nessun svantaggio nel lavoro tramite Clicker a patto che si debba presupporre che il conduttore possieda conoscenza relativa al comportamento in fase di apprendimento del cane sulla metodica e che possieda anche un certo qual ‘intuito‘ nell’ attuazione del giusto timing.
Quel’ è l’ obbiettivo che Lei segue con il lavoro tramite Clicker?
Il mio obbiettivo è di addestrare il cane in maniera ottimale e con fascino in un atmosfera di fiducia. Contemporaneamente voglio promuovere la sua attività e creatività. Questo mi da maggior gioia e trovo questa forma di training affascinante ed altamente appassionante.
Negli anni 60, la biologa-comportamentlista Karen Pryor, ha reso popolare, tramite i suoi studi sui Delfini ,il Clicker-Training e disse sinteticamente: qualunque cosa un trainer voglia far imparare ad un animale, se funziona allora si trova in simbiosi con le basi del condizionamento operante. Lei è dello stesso avviso. Cosa deve conoscere  un conduttore a livello intrinseco alle leggi d’ apprendimento? 
Risulta sempre positivo se un trainer conosce le leggi d’ apprendimento. Ciò nonostante ci saranno sempre conduttori imbattibili nella teoria che però fanno fatica ad applicarla nella pratica tanto quanto, al contrario, ci sono persone che hanno una buona mano e che rispettano intuitivamente le basi del condizionamento operante senza magari aver mai sentito parlare e/o letto delle leggi d’ apprendimento. Naturalmente la situazione ottimale si rileva quando il conduttore possiede la conoscenza e rende cosi intelligibile il suo training.
È chiaro che ogni metodo si  inizia al meglio con un cucciolo. Il Suo concetto funziona anche con cani adulti, più anziani, che fin ad ora non hanno ricevuto ‘ educazione‘ ?
Perché non dovrebbe funzionare con un cane più anziano un concetto che si basa sulle leggi d’ apprendimento?  Non si può dare risposte generalizzate sulla velocità con la quale si registreranno successi parziali in quanto dipendono da vari fattori. Tra altro gioca un ruolo importante fino a quanto si è già consolidato un comportamento indesiderato tramite autogratificazione.
Tramite il suo metodo è possibile fare di un cane sin d’ ora puro destinatario di ordini e che ha attraversato la scuola frustrante delle ripetizioni meccaniche un lavoratore creativo che lavora attivamente e da se?
Il più grosso problema dei cani cosiddetti in ‘ cross-over ‘ è che non sono veramente liberi. I cani lavorati comunemente sono per lo più meno attivi nel lavoro autonomo e spesso non osano neanche offrire un comportamento autonomo. Hanno imparato ad aspettare l’ indicazione, l’ordine del conduttore. Fanno fatica nel ruolo del lavoratore creativo in quanto sin d’ ora sono stati destinatari di ordini  ed inoltre vanno velocemente in frustrazione in quanto in tante situazioni con il lavoro con il Clicker, perlomeno all’ inizio, non sanno che farsene del conduttore.
Nel clicker-Training ogni esercizio viene frazionato in piccoli passi minimali ed il comportamento desiderato del cane viene proverbialmente formato per gradi.  Questa forma di addestramento ha dei tempi  più lunghi che con il metodo tradizionale?
Oso sostenere: al contrario! Un cosiddetto ‘clicker-cane’ è un training-partner enormemente motivato. Anch’ io rimango sempre di nuovo sorpresa quanto velocemente ed apparentemente senza fatica imparano tanti cani con questo metodo. L’ arte del cosiddetto shapping sta nel fatto di saper scegliere i passi frazionati in modo che la richiesta fino al comportamento finale desiderato aumenta minimamente e costantemente ma la si sceglie cosi ‘minima‘ in modo tale che il cane la raggiunge e non resta a metà strada. Altrimenti è pre-programmata frustrazione. Un trainer che ha padronanza di questa arte può formare in poco tempo anche comportamenti complessi.    
Oltre che con il clicker Lei lavora anche con la comunicazione di SI/NO e/o con comandi di correzione?
Questo per me fa parte integrante del lavoro tramite clicker. Devo insegnare al cane anche segnali e  comandi che gli fanno vedere quando è sulla strada sbagliata, quando ha fatto un errore oppure quando deve smettere totalmente una cosa. Nei singoli esercizi differenzio inequivocabilmente tra fase di costruzione-apprendimento e tra la fase cosiddetta di ‘possibilità‘.
Nella fase di apprendimento segnalo al cane quando si trova su una via completamente sbagliata. Certamente pongo attenzione che ciò non significa frustrazione ma bensì, al contrario, un aiuto a maggiore attività. Quando, più avanti, partendo dal presupposto che il cane ha appreso con sicurezza un esercizio e nonostante ciò fa un errore (esempio: per colpa di un terreno melmoso) allora lavoro con un comando preposto ad un errore ovvero ignorare ed inserire una pausa manifesta. Tramite il mio linguaggio corporeo posso far vedere al cane molto chiaramente che ha commesso un errore ed anche metterlo in frustrazione.
Se il cane, esempio, al posto dell’ esercizio del seduto resta in piedi allora gli segnalerei che è sulla via sbagliata, una pausa evidente e poi ricominciare l’ esercizio da capo.
Il terzo caso si può presentare se, ad esempio, un maschio volesse alzare la gamba durante l’ obbedienza. In tal caso riceve da me naturalmente un segnale verbale chiarissimo che gli deve precludere questo comportamento. Questo segnale verbale è legato ad associazione negativa e, se possibile, provo ad insegnarlo al cane fuori dalla sessione di training.
Per gli  sportivi cinofili è sempre interessante sapere se con il clicker possono anche consolidare un esercizio
Una domanda che viene veramente sempre posta ma che effettivamente si risponde da se. Un comportamento appreso tramite motivazione viene fatto vedere volentieri, porta divertimento ed è legato a sensazioni piacevoli. Perché il cane non dovrebbe farlo vedere il più possibile?
Inoltre, tramite la costruzione degli esercizi, all’ inizio con poche distrazioni e più avanti con maggiori distrazioni,  si ottengono dal cane automatismi che possono essere richiamati anche con forte distrazione. Durante la fase di costruzione è importantissimo aver cura di insegnare al cane con moltissima previsione per evitare ogni indesiderato, comportamento autogratificante.
Sport in VPG è agonismo. Ci sono limiti nel clicker-training?
Secondo la mia opinione ci sono limiti con ogni metodo. L’ arte di un buon team d’ addestramento sta nel fatto di individuare i limiti e di trovare le possibilità di soluzioni ogni qual volta ed individualmente.
Cosa pensa di metodiche di costrizione quali collare a punte e teletact?
L’ addestramento dovrebbe indirizzarsi secondo la legge in vigore in difesa degli animali.
Usare il clicker è una cosa, altra cosa è il linguaggio corporeo del conduttore. Quale ruolo gioca il cosiddetto sign-tracking  ovvero l’ inclinazione del cane a ‘ cercare ‘ ( guardare se arriva ) il premio durante l’ addestramento?
Appurato il fatto che nel clicker-training si lavora con rinforzo secondario ovviamente il sign-tracking è meno pronunciato di quando si lavora con rinforzo primario ( esempio: con salamotto ).
Un esempio di un caso per finire: come è con il Suo metodo la costruzione dell’ esercizio di  riporto?
È ovviamente difficile rendere ciò in breve in questa situazione. Gli esercizi di riporto tramite clicker e lo shapping ad esso legato vengono completamente costruiti differentemente dal metodo convenzionale. Senza alcun intervento corporeo e senza effettuare sollecitazione verso il riporto il cane viene stimolato a mostrare interesse al riporto stesso.
Il cane impara a piccoli passi come arrivare alla conferma, questi passi s’ allungano pian piano. All’ inizio è sufficiente che guardi il riporto, più avanti è importante che si avvicini al riporto. Successivamente viene rinforzato positivamente il primo contatto con il riporto, l’ annusare del riporto o il tocco del riporto con il naso. Il passo successivo è prenderlo in bocca, all’ inizio è indifferente la posizione di presa del riporto, dopo di che arriva al premio se lo prende dal ponticello ovvero dalla posizione corretta centrale del riporto, ecc.ecc.. In questo modo aumenta costantemente la domanda nei confronti del cane. L’ arte sta nel fatto di saper mantenere al minimo i singoli passi  per evitare frustrazioni precoci al cane ed anche al conduttore. Nella maggior parte dei casi, il cane prenderà in bocca il riporto già dopo poche sezioni d’ esercizio ed in maniera corretta.

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