Al contrario non é affatto vero che la sua canna nasale corta non gli permetta di ben “pistare”:i milioni di cellule olfattive presenti,anche se in minor numero rispetto a un “muso lungo”, sono più che sufficienti per fargli sostenere una prova di FH o pista FCI (Corner ,un mio boxer,ha fatto sia l’uno che l’altra con notevole successo).Ma a causa del suo muso corto,l’aria inspirata durante una pista,ha più difficoltà a “scaldarsi” prima di arrivare ai centri nervosi che “leggono “gli odori.
E’ per questo che bisogna far ben “acclimatare” un boxer prima di farlo “pistare” con temperature basse. occorre fargli scaldare le cellule all’interno del naso!Inoltre, a causa del suo naso “retrussé”,un soggetto a collo corto e spalla dritta, faticherà notevolmente per mantenere il naso ben incollato a terra ,come dice il regolamento. Ecco spiegata,per questo aspetto,l’importanza di una corretta costruzione anche per un cane “da lavoro”.
E’ altresì importante scaldare un boxer a temperature basse, per la mancanza di pelo. bisogna farlo uscire dalla macchina sufficientemente in anticipo per una qualsiasi performance sia a basse temperature (ma questo é bene per tutti i cani,scaldare i muscoli,come gli atleti umani),sia quando piove (in genere non ama la pioggia.Tuttavia questa ultima informazione non é così scontata, é questione di abitudine (i cani della mia compagna ,come vedono l’acqua,si tuffano,sia in fiume che in lago o in pozzanghere)

Dunque, a parte situazioni climatiche particolari, non ha difficoltà maggiori di altri cani.
Muso corto, difficoltà a mordere la manica e quindi rimbalza! Niente di più falso! Solamente problemi di motivazione a mordere: la bocca di un boxer é sufficientemente ampia per prendere una manica da gara, con l’invito giusto (piatto o a cuneo)!
Duro,testardo? No,solamente molossoide! Per queste razze quelle sono qualità. Se non fossero stati duri e testardi (volere in tutti i casi arrivare allo scopo una volta giustamente stimolati secondo i loro istinti) non avrebbero, alle loro origini, combattuto contro i tor i(bullen-beisser), ma avrebbero evitato tutti i rischi del caso.
E’ vero,una volta che un boxer “parte” con la testa su qualcosa, non rinuncia più, ma anche questa può essere una sua qualità, una sua forza: se gli proponiamo bene un giusto stimolo ,farà del tutto per rispondere, quindi farà l’esercizio che noi avremo abilmente abbinato,come condizionamento,a quello stimolo,e non lo dimenticherà tanto facilmente! (Attenzione anche agli errori ,se ripetuti,saranno difficili ad eliminare,per le stesse ragioni).
Chiaramente,in quanto molossoide,avrà una reattività limitata rispetto a un lupoide,anche per una maggiore sicurezza di sé (normalmente e parlando di attacchi)
Sfortunatamente i regolamenti IPO premiano molto la rapidità!
Stupidi?Non capiscono?Non,il boxer ha ,a mio parere,meno”canali”che ci possono permettere di fare affluire i nostri messaggi comunicativi per stimolarli,ma una volta entrati,questi messaggi scateneranno delle reazioni ben più presenti e pesanti!

Dunque chi vuole addestrare un boxer deve conoscere la razza,perché non ci sono tante strade per arrivare al suo cuore,alla sua anima e non ci permetterà troppi tentativi per trovare i mezzi per farlo,perché comprende subito se si é in grado oppure no. Comprendere subito, averne memoria, per un animale selvaggio integro nei suoi istinti, vuol dire maggiori possibilità di sopravvivere.
Ti lascia lì e va a farsi i fatti suoi! Molossoide, duro, con forte “personalità”,direbbe il “nostro colonnello”, curioso, sempre con la voglia di scoprire e fare , possessivo: é tutto questo che lo porta a lasciarci lì’ per “occuparsi “da solo! In questo caso si deve parlare solo di motivazione e di addestramento, inteso come lavoro-dovere, 5-10 min con noi a lavorare con complicità, per poi avere la giusta ricompensa ( che per me é sempre giocare con me,combattere,fare “a botte” con il conduttore)
Non voglio proseguire oltre ,per lasciare ai lettori questioni e approfondimenti.
Ricordate:più un cane ha dei forti istinti e più stimoliamo questi istinti, più sarà difficile portarlo a fare qualcosa di diverso che non l’azione che lo porterà a soddisfare l’istinto stimolato.
Carlo Fagioli