" CUORE DI BOXER "
Al convegno allevatori del BCI, svoltosi il 21 Maggio 2005 a Milano c/o l’ENCI, il Dott. Claudio Bussatori ci ha definitivamente confermato che gli allevatori di boxer stanno lavorando bene infatti un dato significativo emerge fra tutti: da un primo screening effettuato sulla razza dal 1992 al 1999 su una popolazione di 500 Boxer asintomatici si dimostrò che l’incidenza di cardiopatie congenite in questa razza era del 17,8%; tali cardiopatie erano rappresentate solamente da stenosi subaortica, stenosi polmonare o dalle due forme associate. Oggi prima di tutto siamo fieri di poter dire che il Boxer rappresenta in Europa la popolazione canina cardiologicamente più controllata al mondo (controllata non significa colpita) . In Italia si è verificato un notevole aumento dei cani controllati e su questi un abbassamento della percentuale fino al 8, 56% di boxer affetti da stenosi subartica e poco più del 3% affetti da stenosi polmonare Finalmente ci è giunto anche un esaustivo chiarimento sui soffi e sul metodo di diagnosi. Soprattutto il Dott Bussadori ha rimarcato che la sola auscultazione non può essere sufficiente per diagnosticare la patologia. Il Dott. Bussatori ha spiegato, con parole molto semplici e comprensibili per tutti, che possono esserci soggetti con soffi, anche di intensità 2/6 e 3/6 non cardiopatici. Infatti ci ha detto che su 1118 boxer risultati sani 581 presentano un soffio e 537 no. Mentre è rarissimo che un Boxer cardiopatico non presenti anche il soffio. Ha sottolineato che il soffio non è una diagnosi, pertanto la presenza del soffio potrebbe non voler dire che l’animale è patologico. La diagnosi può avvenire solo tramite l’accertamento per mezzo dell’esame ecografico attraverso il quale si verifica la presenza o meno della lesione. Inoltre ci ha detto che in passato erroneamente si è usata la velocità massima aortica come criterio diagnostico, questo non era corretto e si sono creati dei falsi positivi. Uno studio su 66 Boxer ha fatto sì che si potesse accertare che la velocità da sola non è in grado di specificare la diagnosi, pertanto solo la velocità sommata alla presenza o all’assenza della lesione permette la diagnosi certa. Ha inoltre sottolineato che in ambito di cardiopatie non esiste una diagnosi di “sospetto”, ma solamente: cardiopatia lieve o moderata o grave. Il Dott. Bussatori ha inoltre evidenziato che il prossimo step sarà individuare e classificare il tipo di stenosi polmonare, ovvero la stenosi polmonare A (meno grave) e B (più grave) .
La redazione
"CRITERI DI GIUDIZIO PER LA STENOSI AORTICA E LA STENOSI POLMONARE Vengono definiti affetti da stenosi subaortica i soggetti che oltre a presentare una velocità di picco aortico maggiore di 2 metri al secondo, presentano anche ostruzione dell'efflusso aortico osservabile all'ecocardiografia e un turbolenza del flusso distalmente ai seni di Valsala. Dalla velocità di picco del flusso viene calcolato il gradiente di picco tra aorta e ventricolo sinistro. In base a questo gradiente viene stabilita la gravità della stenosi in tre classi:
Lieve: gradiente di picco fino a 50 mm/Hg Moderata: gradiente di picco fino a 80 mm/Hg Grave: gradiente di picco oltre a 80 mm/Hg Vengono definiti affetti da stenosi polmonare i soggetti : che oltre a presentare una velocità polmonare superiore a 1,8 metri al secondo presentano una qualsiasi ostruzione dell'efflusso polmonare e una turbolenza del flusso nel primo tratto dell’arteria polmonare principale. La classificazione di gravità della stenosi polmonare in base al gradiente di picco è uguale a quella adottata per la stenosi aortica e divide la stenosi polmonare in tre classi di gravità: -Stenosi polmonare lieve: gradiente di picco fino a 50 mm/Hg -Stenosi polmonare moderata: gradiente di picco fino a 80 mm/Hg -Stenosi polmonare grave: gradiente di picco oltre a 80 mm/Hg Il solo incremento di velocità di picco, in particolare per il flusso sistemico, può dipendere da svariati fattori emodinamici a base funzionale non dipendenti da una stenosi anatomica. Pertanto il solo incremento della velocità aortica non è considerato sufficiente per porre diagnosi di stenosi.
Dr. Claudio Bussadori "
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